La Telepatia – intesa come la capacità di trasmettere,
percepire, condividere emozioni a distanza – è uno dei fenomeni anomali più
controversi. Come al solito, quando le prove ci sono e sono pure ‘scientifiche’,
gli scettici non sanno più cosa inventarsi per negare l’evidenza…
Traduzione a cura di Antonella Caggiani
La telepatia è uno di quei fenomeni che vengono accettati come possibilità o
realtà oppure come qualcosa senza sostanza rappresentata da un abile
illusionista. Essenzialmente riguarda il fatto che menti separate possano essere
in collegamento al di là della distanza o delle circostanze. La questione è
molto controversa. Da una parte si accetta la realtà di questo fenomeno e
dall’altra si rifiuta a priori.
Lo scorso anno, la British Association of Science ha creato una sezione separata
nell’ambito del suo «Annual Festival of Science» per permettere ad uno
scienziato (nella fattispecie Rupert Sheldrake) di analizzare la Telepatia
Telefonica, fenomeno che abbiamo tutti esperimentato o almeno la gran parte di
noi: all’improvviso pensiamo ad una persona, il telefono suona ed è propria la
persona a cui abbiamo pensato. L’analisi di tale fenomeno è stata al centro di
un’enorme controversia. Il professor Peter Atkins ha commentato, in occasione di
un’intervista radiofonica, che gli esempi usati erano inconsistenti, che gli
effetti erano statisticamente insignificanti e che gli esperimenti non erano
stati condotti in modo ‘scientifico’.
Sempre Atkins ha ammesso a posteriori che non aveva effettivamente visto le
conclusioni dell’esperimento ma ciò non cambiava nulla rispetto a quello che
aveva dichiarato aggiungendo che non esisteva nessuna seria ragione per credere
negli effetti della telepatia. Non tutti gli scienziati concordano con Atkins,
come vedremo. La critica mossa contro la British Association scaturisce da un
tentativo di valutare se l’assunto della Telepatia Telefonica sia reale.
Gli esperimenti di Telepatia Telefonica sono stati eseguiti dal dottor Rupert
Sheldrake che sta esaminando questo fenomeno da molti anni. Egli afferma che la
persona che sta facendo la telefonata ha naturalmente già pensato alla persona
che sta chiamando. È questo quello che la persona dall’altra parte rileva
fisicamente prima che il telefono squilli. Sheldrake ha chiamato centinaia di
volontari, ognuno dei quali ha nominato quattro amici. Uno di questi quattro è
stato tirato a sorte per fare la telefonata all’amico ricevente. Quest’ultimo
deve dire prima di rispondere al telefono quale dei quattro amici lo sta
chiamando. Statisticamente, la probabilità da sola decreta che 1 volta su 4 o il
25% del tempo le risposte sarebbero corrette.
Il risultato ha mostrato che il 42% delle volte le persone indovinavano chi le
stava chiamando. Gli scettici vedono il loro punto di vista ripetutamente
sfidato. Un altro test familiare alla maggioranza delle persone è il ganzfield
test nel quale una persona deve indovinare una forma disegnata su una carta
girata. Di recente è stata portata a termini un’analisi combinata di questi
tests (3000 eseguiti fino al 2004). Nuovamente l’indice di successo sarebbe
dovuto risultare pari al 25%. I risultati hanno mostrato invece che l’indice
complessivo di successo è stato del 32%: un numero piccolo ma statisticamente
ricco di significato. Gli scettici rifiutano ancora di accettare le scoperte,
affermando che sono state fatte analisi non corrette.
Nuovi passi avanti
Gli scienziati inglesi e americani stanno fornendo prove che sfidano ancor più
questo irrazionale scetticismo. I cervelli delle persone vengono ora monitorati
durate gli esperimenti. I risultati di tali esperimenti vengono dettagliatamente
menzionati nei giornali scientifici e mostrano che qualcosa di straordinario sta
realmente accadendo. Con la disponibilità dell’alta tecnologia e delle
successive analisi tecniche, la validità di questi esperimenti non può essere
negata facilmente. Il dottor Mario Kittenis dell’Università di Edimburgo, usa le
tecniche dell’EEG (elettroencefalogramma) per fornire prove valide
dell’esistenza della telepatia. Persone con forti legami tra loro decidono chi
sia il ‘mittente’e chi il ‘destinatario’. Vengono poi portate in stanze separate
e collegate ad apparecchiature EEG che monitorano le attività di talune parti
del cervello. Una volta in queste stanze i soggetti vengono sottoposti al suono
ritmico di
un tamburo per portare i loro livelli di coscienza ad uno stato similare. Una
volta in questo stato, lampi di luce casuali vengono trasmessi al ‘mittente’.
Questo scatena un’attività nella corteccia visiva del cervello (l’area che si
attiva con i segnali trasmessi dagli occhi). La scoperta sorprendente consiste
nel fatto che la corteccia visiva del ‘destinatario’ risponde in maniera simile,
nonostante egli non sia stato esposto a nessun lampo di luce.
Gli scettici hanno sempre più difficoltà a negare queste scoperte ma affermano
che deve per forza esistere qualche errore sconosciuto nell’esperimento che
causa questo tipo di risultati. In America, Todd Richards dell’Università di
Washington ha eseguito esperimenti simili con tecniche più sofisticate come
l’FMRI (Functional Magnetic Resonance Imaging) che riescono a studiare
l’attività cerebrale più in dettaglio. I risultati ottenuti sono stati gli
stessi di quelli ottenuti utilizzando macchinari per l’EEG, vale a dire che il
‘mittente’ che viene esposto a lampi di luce casuali, scatena non si sa come la
stessa reazione nella corteccia visiva del ‘destinatario’. È stato effettuato un
numero significativo di questi esperimenti che hanno prodotto ogni volta gli
stessi sorprendenti risultati. Entrambi i team del dott. Sheldrake e del dott.
Richards hanno affermato che devono essere realizzati molti più esperimenti
prima che
possano essere tratte delle conclusioni sostanziali. Ma anche a questi stadi
iniziali entrambi i team considerano queste scoperte come la conseguenza di un
fenomeno anomalo.
Conclusione
È fuori di dubbio che gli scettici continueranno a dare sempre le stesse
risposte. Hanno preteso prove per anni, e quando queste sono state fornite,
hanno sostenuto che non fossero ‘scientifiche’. Ora che vi è una prova
scientifica, senza dubbio contesteranno i metodi così come hanno fatto l’anno
scorso con Sheldrake. Talvolta mi chiedo come si possa progredire quando così
tante persone dedicano così tanto tempo a rifiutare di accettare quello che
moltissime persone accettano ormai come un dato di fatto.
Ci sarà un seguito a questo articolo in riferimento ad esperimenti fatti
recentemente in Italia che hanno mostrato come le cellule nervose continuino ad
interagire tra loro anche quando vengono separate ed isolate l’una dall’altra.
Come i segnali di luce fanno sì che il ‘destinatario’ risponda nonostante la
distanza, allo stesso modo queste cellule nervose agiscono nella stessa maniera
anche quando solo un set è esposto alla luce.
[Fonte:
http://www.book-of-thoth.com/article1683.html]
digg it!
http://www.automiribelli.org/2008/06/la-telepatia-esiste/
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